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Malattie Sessualmente Trasmesse

Le Malattie sessualmente trasmesse (MST)

Le Infezioni sessualmente trasmesse (Ist) costituiscono un vasto gruppo di malattie infettive molto diffuso in tutto il mondo, che può essere causa di sintomi acuti, infezioni croniche e gravi complicanze a lungo termine per milioni di persone ogni anno, e le cui cure assorbono ingenti risorse finanziarie. Un tempo note come “malattie veneree” e poi come “malattie sessualmente trasmesse”. Molto spesso sono  caratterizzate da una modesta espressione clinica (es. Human papillomavirus, Hiv, Herpes simplex virus tipo 1 e tipo 2, Chlamydia trachomatis, Neisseria gonorrhoeae, Trichomonas vaginalis).
Oggi si conoscono oltre 30 diversi patogeni, tra batteri, virus, protozoi, funghi ed ectoparassiti, resposabili di MST.che si trasmettono attraverso qualsiasi tipo di rapporto sessuale (vaginale, anale, orale) per contatto con i liquidi organici infetti (sperma, secrezioni vaginali, sangue, saliva). Inoltre, si possono trasmettere attraverso il sangue (es. trasfusioni, contatto con ferite, scambio di siringhe, tatuaggi, piercing) o con i trapianti di tessuto o di organi (Hiv, Hbv, Hcv, Sifilide), ed infine, per passaggio diretto dalla madre al feto o al neonato durante la gravidanza, il parto, o l’allattamento (es. Hiv, virus dell’epatite B, herpes genitale, sifilide, gonorrea, clamidia). 
Il controllo e la prevenzione di queste infezioni rappresentano obiettivi prioritari di sanità pubblica. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) sottolinea che la strategia adottata si deve basare soprattutto sulla prevenzione ed una buona educazione ad un sessualità responsabile
 
Fonte: EpiCentro, Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

 
 
HPV: l'infezione da papilloma virus

L’infezione  da  HPV (papilloma virus)  è la più comune delle infezioni a  trasmissione  sessuale  e  può avvenire  anche per semplice contatto nell’area genitale. Si stima che oltre il 75 % di donne sessualmente attive si infetti nel corso della vita con un virus  HPV, con  un picco  di prevalenza  nelle  giovani  donne  fino  a 25 anni di età.
Si conoscono più di 100 genotipi di HPV e almeno 35 di questi infettano l’epitelio genitale. Esistono HPV a basso rischio, associati alla comparsa di condilomi acuminati, e HPV ad alto rischio ritenuti responsabili dello sviluppo di tumori. I genotipi  virali  ad  alto  rischio  più frequentemente  implicati  nel  carcinoma cervicale sono il 16, cui vengono attribuiti  il 60% di tutti i casi di questa  patologia neoplastica, seguito dal 18,   responsabile  di circa il 10% dei casi.

L’ 80 - 90% delle infezioni sono transitorie, asintomatiche e guariscono spontaneamente perchè il virus viene eliminato dal sistema immunitario prima di sviluppare un effetto patogeno. 
Se persiste, può evolvere verso il carcinoma nel giro di 20-30 anni, in mancanza di diagnosi e trattamento. La probabilità di progressione delle lesioni è inoltre collegata  anche ad altri fattori, quali  l’elevato numero di partner sessuali, il fumo di sigaretta, l’uso a lungo termine  di  contraccettivi orali, e la co-infezione con altre malattie sessualmente  trasmesse.
Il cancro del collo dell’utero è il secondo tumore femminile a livello mondiale dopo quello del seno, ma il peso della malattia è quasi tutto concentrato nei paesi più poveri: l’80% dei 500.000 casi/anno, secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). La prevenzione è basata principalmente su programmi di screening come il Pap Test, che consentono di identificare le lesioni precancerose e di intervenire prima che evolvano in tumore.

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Argomento:
Patologie
Data: 18 Gen, 2017
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