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Disfunzioni Ormonali Barbara Del Bravo

Patologie endocrine della sfera riproduttiva

Disordini mestrualI

Le alterazioni del ciclo mestruale rappresentano il  15% delle cause di  consultazione ginecologica. Ogni donna desidera avere un ciclo mestruale regolare per ritmo, quantità e durata e per lei una variazione da questa regola è quasi sempre fonte di preoccupazione. Ad alterare il corretto funzionamento del ciclo mestruale possono presentarsi disordini di varia natura sia organica che funzionale che necessitano un corretto inquadramento diagnostico al fine di preservare ssalute e fertilità della donna. Le più comuni alterazioni di questo delicato processo fisiologico sono legate a variazioni del ritmo (oligo/polimenorrea, amenorrea), della quantità e durata (ipo/iper menorrea) o alla dismenorrea.  
 
Disordini del ritmo (Oligomenorrea-Polimenorrea)

Il normale intervallo tra due cicli mestruali (in media di 28 gg) può variare tra i 25 ed i 36 giorni. Fuori da questo intervllo si è in presenza di polimenorrea (ritmo più frequente) od oligomenorrea (ritmo rallentato).
La polimenorrea deve destare sospetto quando si perpetua in più cicli successivi. Le cause, generalmente di natura endocrina, sono legate ad alterazioni dell’asse ipotalamo-ipofisi-ovaio; in genere è indicato un completo screening ormonale.Può essere frequentemente legata ad un insufficiente produzione di progesterone nella seconda fase del ciclo mestruale (insufficienza luteale).. Altre possibili cause,  possono riguardare l’iperproduzione di prolattina o alterazioni tiroidee. 
L’oligomenorrea è, tra le alterazioni del ciclo mestruale, la più comune. Per prima cosa è sempre necessario escludere una gravidanza. Le donne spesso tendono a scotomizzare questa possibilità spesso per timore di scoprire una gravidanza indesiderata. Ciò è particolarmene frequente nelle adolescenti. L’indagine clinica prevede un attento screening ormonale ed un’ecografia della pelvi che permettono d’individuare eventuali alterazioni endocrine e/o anatomiche. Tra le cause più frequenti compare la sindrome dell’ovaio policistico o, in casi più rari, alterazioni della funzione surrenalica. Qualora si riscontrino dei valori di prolattina costantemente elevati ed un’anamnesi negativa per l’assunzione di farmaci o stupefacenti che possano dare iperprolattinemia, è indicata l’esecuzione di una risonanza magnetica ipofisaria per escludere la presenza di un microadenoma ipofisario.  Anche alterazioni a carico della funzione ipotalamica, ipofisaria e tiroidea, come nel caso della polimenorrea, possono provocare oligomenorrea. Nella maggioranza dei casi l'oligomenorrea è comunque legata a fattori psicogeni o stili di vita sbagliati (stress, diete dimagranti drastiche, DCA etc) ed a questo è necessario porre particolare attenzione nella diagnosi per essere veramente di aiuto nella risoluzione del problema.
 
Arresto temporaneo (Amenorrea)

Con il termine amenorrea si definisce l' assenza della mestruazione provocata da un’alterazione nell’asse endocrino-ginecologico (ipotalamo, ipofisi, ovaio). In un individuo d’età superiore ai 16 anni che non abbia ancora presentato alcun segno di mestruazione, sia in presenza sia in assenza delle caratteristiche sessuali secondarie , si parla di amenorrea primaria. Per amenorrea secondaria si intende, l’assenza di flusso è superiore ai 3 mesi in  una donna regolarmente mestruata. Entrambi i casi possono essere correlati a condizioni patologiche o alle abitudini di vita.
Tra le principali cause d’amenorrea primaria compaiono: malformazioni anatomiche (imperforazione dell’imene, malformazioni congenite di utero o vagina, insufficienza ovarica) e disfunzioni ormonali. L’amenorrea secondaria può essere causata, oltre che da patologie endocrine che nelle donne coinvolgono spesso ipofisi e tiroide, da una moltitudine di ragioni.La prevalenza di amenorrea secondaria non dovuta a gravidanza, lattazione o menopausa è circa dal 3% al 4 %. Sebbene la lista delle cause sia molto lunga, la maggior parte si può ricollegare a 4 diverse condizioni: la sindrome dell’ovaio policistico, l’iperprolattinemia, l’amenorrea ipotalamica e il fallimento ovarico precoce (POF).
Cause comuni ad entrambi i tipi d’amenorrea sono, inoltre, disturbi del comportamento alimentare (malnutrizione, anoressia), traumi, stress emotivo ed un’intensa attività sportiva. La diagnosi non è sempre facile e può richiedere, oltre all’anamnesi e ad un’attenta indagine morfologica, l’esame ginecologico, dosaggi ormonali,  ecografia pelvica o TV , eventuali esami radiografici. Se parallelamente ad una alterazione ormonale si sospetta un fallimento ovarico precoce, conviene studiare il cariotipo della paziente specie se questa ha meno di 30 anni, per escludere 
anomalie cromosomiche (Sindrome di Turner, Sindrome di Swyer).
 
Anomalie dell’entità del flusso (Ipermenorrea-Ipomenorrea)

Il sanguinamento uterino può essere caratterizzato da alterazioni dell’entità del flusso che dipendono da cause organiche o disfunzionali, e sono classificabili in: ipermenorrea (aumento delle perdite) ed ipomenorrea (diminuzione delle perdite).
L’ipermenorrea comprende tre condizioni legate all’aumento delle perdite ematiche: menorragia, menometrorragia, metrorragia. Si parla di menorragia quando il volume del sanguinamento supera gli 80 ml e dura più di 7 giorni, mantenendo però cadenza ciclica. Può verificarsi in assenza di cause o dipendere dalla presenza di displasie a livello uterino o endometriale, alterazioni emocoagulative, diminuzioni di fattori vasocostrittori od aumento di vasodilatatori.
In caso di menometrorragia, il flusso abbondante inizia come mestruazione, ma si prolunga nel periodo intermestruale per via dell’emostasi uterina. Alla base possono agire infiammazioni od iperplasia dell’endometrio, fibromi, polipi uterini o disfunzioni endocrine, ma anche fattori più generali come malattie infettive o del sangue, nefropatie ed ipertensione arteriosa.
La terza condizione, la metrorragia, riguarda perdite intermestruali non associate a mestruazioni abbondanti e si accompagna spesso a patologie gravidiche, lesioni intrauterine o cirrosi epatica. L’ipomenorragia presenta mestruazioni di scarsa entità (inferiori a 20 ml) e di breve durata. Il fenomeno può essere di trascurabile importanza se occasionale o rappresentare il normale preludio alla menopausa se superati i 40 anni. In caso contrario potrebbe derivare da deficienze ormonali o patologie uterine e richiedere quindi un consulto ginecologico.
 
Accentuata sintomatologia dolorosa (Dismenorrea)

La Dismenorrea ( mestruazioni dolorose ) è comune e spesso non associato ad alcuna patologia in fase adolescenzialera. Nelle donne adulte, questo disturbo può frequentemente essere associato a varie patologie nfiammatorie e nontra cui la più frequente ed importante anche per le conseguenze sulla fertilità è l'endometriosi. La  sintomatologia dolorosa è spesso accompagnata da altri sintomi quali cefalea, nausea, vomito, spossatezza, etc. Dunque, indipendentemente dalla gravità delle cause, la dismenorrea interferisce spesso con il normale svolgimento dell’attività quotidiana, rendendo necessario un consulto medico. Nella maggior parte dei casi un’anamnesi ed un attento esame ginecologico ne chiariscono i motivi ed indirizzano ad un’opportuna terapia.

 

Sindrome Premestruale

La Sindrome Premestruale (SPM) è una condizione caratterizzata da una serie di sintomi fisici e/o psichici. Tali sintomi sono riportati in un diario che deve essere compilato per almeno tre cicli consecutivi. Poiché si  ritiene che la SPM possa essere legata alle fluttuazioni ormonali nell’ambito del ciclo mestruale, l’uso della pillola risulta essere di solito efficace, perché vengono appunto bloccate le fluttuazioni che possono provocare la sintomatologia della SPM. In particolare, risultano attive le formulazioni con un ridotto intervallo tra una somministrazione di ormoni e la successiva, come la preparazione con 28 pillole al mese, che vengono assunte senza interruzione tra una scatola e l’altra, L’intervallo più breve riduce la possibilità di sviluppo della sintomatologia fisica e/o psichica. Tra gli integratori alimentari, una sostanza che ha un effetto positivo di riduzione della sintomatologia Premestruale è l’estratto di agnocasto associato o meno a magnesio e/o calcio.Un miglioramento della sintomatologia si ottiene anche con discipline e terapie alternative quali: attività fisica, una dieta adeguata, esercizi di Meditazione, Yoga, Agopuntura. L’uso della pillola risulta essere di solito efficace, perché vengono appunto bloccate le fluttuazioni che possono provocare la sintomatologia della SPM.

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Argomento:
Patologie
Data: 18 Gen, 2017
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