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12 Dic 2022

Candidiasi vulvovaginali e recidive

Cos'è la Candida e quando rischia di diventare recidiva?

La candida o candidiasi vaginale1, è una fastidiosa infezione fungina che colpisce le donne, causando sintomi come bruciore, prurito e perdite. Nella maggior parte dei casi (l'80% circa) le candidiasi vulvo-vaginali sono sostenute da Candida albicans e la maggior parte delle donne può presentare uno o due episodi di VVC (vulvo-vaginal candidiasis) in un anno. In molti casi, però, si possono presentare numerose recidive.
Quando definire una candidasi recidivante? Normalmente quando si ripresenta frequentemente con sintomi in un periodo di circa 12 mesi; di solito almeno 4 volte o più di 4 volte nel periodo preso in considerazione. 

La difficoltà nella diagnosi di questo problema deriva dal fatto che spesso, quando i sintomi si presentano in maniera più lieve, possono essere scambiati per un semplice fastidio transitorio, o curabile con trattamenti facilmente reperibili in farmacia, influenzando così la stima della frequenza e del rischio di recidiva.

La candidiasi è definita come un disordine multi-fattoriale, favorito da un disequilibrio del microbiota vaginale, da fattori di predisposizione personale e genetici. 
Si ritiene perciò che essa sia più legata a fattori predisponenti dell'ospite piuttosto che al grado di virulenza dei ceppi che la provocano. 
Ci sono anche fattori oggettivi nel range di elementi predisponenti, come diabete di tipo 2, cure antibiotiche, episodi o situazioni permanenti di immunosoppressione, e non ultimo anche l'utilizzo di contraccettivi e dispositivi intrauterini.

Cause e fattori scatenanti più comuni:

Carenza di ferro: non ci sono univoche evidenze di relazione al momento, ma si ritiene che debba essere presa in considerazione un basso dosaggio di ferritina con insorgenza di questo disturbo. 
Esposizione a estrogeni: la frequenza in donne in età riproduttiva e in gravidanza porta a ritenere che questo sia un fattore riconosciuto predisponente. 
Comorbidità: condizioni predisponenti come la fibrosi cistica o il diabete di tipo 2 aumenterebbero le probabilità di sviluppare la candidiasi vulvovaginale. 
Terapia ormonale sostitutiva: è stato riscontrato un aumento di casi nelle donne ne fanno uso.
Terapie antibiotiche: come per altri disturbi, le terapie antibiotiche possono influire.
Contraccettivi orali: in particolare contraccettivi ormonali combinati, fattore, questo, non ancora confermato da evidenza scientifica.
Comportamenti e stili di vita: fattori relativi a comportamenti igienici e stili di vita, utilizzo dell'irrigazione vaginale, l'uso di assorbenti igienici, utilizzo di indumenti non traspiranti, attività sessuale in presenza di secchezza vaginale.  

Quali sono i sintomi tipici della candidiasi vulvovaginale recidivante? 

Il prurito vulvare, le perdite vaginali, dolore, dispareunia superficiale, edema, eritema vulvare, fissurazioni ed escoriazioni possono essere presenti: uno o più di uno di questi sintomi sono infatti spesso associati al disturbo. 

Diagnosi
Anche se i sintomi sono facilmente riconoscibili, le "autodiagnosi" effettuate dalle pazienti possono essere errate, dato che questi sintomi possono dipendere anche da altri disturbi. L'individuazione clinica deve perciò essere confermata con esami di laboratorio analizzando un campione di secrezione vaginale, per evitare la confusione con altre patologie come:

  • Lichen sclerosus
  • Vulvodinia
  • Dermatite da contatto
  • Lichen simplex cronico

Candidiasi recidivante 
Il disturbo recidivante può influenzare negativamente la qualità della vita della paziente, creando disagi nella vita sessuale e nella serentià mentale, che nei casi più estremi e in mancanza di adeguato supporto potrebbero sfociare in episodi di ansia o depressione, per via dell'incapacità di comunicare il disagio fisico e mentale che questa patologia, se non trattata, può provocare.
Questo è un ulteriore motivo per cui è sempre importante rivolgersi agli specialisti e, da parte del medico, prestare molta attenzione ai sintomi riferiti dalla paziente. 

Alcuni consigli pratici sono molto importanti da accompagnare alla terapia farmacologica ritenuta più opportuna:

  • Gli indumenti stretti e in particolare quelli sintetici dovrebbero essere evitati o limitati, per ridurre più possibile l'umidità e la temperatura locale.
  • Prodotti profumati possono agire come irritanti locali e l’ipersensibilità locale può predisporre in alcuni casi ad un’infezione da Candida, e peggiorare molto la situazione se l'infezione fosse già in corso.
  • Gli idratanti vulvari sono da preferire ai normali saponi che possono acuire una dermatite, in casi in cui sia presente, e causare talvolta irritazione locale.
  • Si consiglia particolare attenzione anche all'alimentazione, evitando il consumo eccessivo di zuccheri semplici.

Per qualsiasi informazione su come comportarsi nelle pratiche igieniche quotidiane, per una corretta diagnosi della patologia e su come limitarne l'insorgenza recidivante nelle fasi contestuali e successive al successo della terapia, si consiglia sempre di chiedere al proprio specialista in ginecologia.

1 https://www.ginecologadelbravo.it/glossary-terms/candida-o-candidiasi-va...


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