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30 Giu 2019

Cancro alla mammella e dieta nel periodo post-menopausa

Seguire per lungo tempo una dieta con ridotto contenuto di grassi e un consistente apporto di frutta, verdura e cereali riduce - nelle donne in periodo postmenopausale - il rischio di morte per cancro alla mammella.
Questo sembra essere il risultato del ben conosciuto Women’s Health Initiative (WHI), lo studio di lungo termine, iniziato nel 1991 dal US National Institutes of Health (NIH), che osserva e monitora le maggiori problematiche di salute sulle donne in post menopausa.

Uno degli studiosi Rowan Chlebowski, dell’Istituto di ricerca biomedica di Los Angeles, in California, afferma che un cambiamento nella dieta può avere una consistente influenza sul rischio di morte legato al cancro al seno.

In merito a questo infatti, lo studio fornisce delle prove sperimentali randomizzate sulla relazione causa-effetto relative ad un intervento dietetico in questa fase di vita della donna.

Durante la fase di osservazione dello studio, 48.835 donne in fase post-menopausa di età compresa tra 50 e 79 anni - che non avevano il cancro al seno e il cui apporto di grassi era circa un terzo o più delle loro calorie totali giornaliere - sono state inserite in un gruppo di donne che si sottoponevano a intervento dietetico. L’obiettivo era quello di ridurre l'assunzione di grassi al 20% delle calorie giornaliere e di consumare quotidianamente cinque porzioni di verdura e frutta e sei porzioni di cereali. Ne è seguita una perdita di peso del 3%.

L'intervento dietetico è stato protratto per un periodo di 8 anni e mezzo e si è osservato che durante quel periodo si sono verificati l’8% in meno di tumori al seno nel gruppo di donne in osservazione. Inoltre un altro dato importante è che le morti avvenute dopo il cancro al seno (per qualsiasi causa) sono state significativamente ridotte nel gruppo di intervento, sia durante gli oltre 8 anni di intervento sia nel periodo di follow-up cumulativo.

Durante la conferenza stampa di presentazione dei risultati ottenuti, Chlebowski si è concentrato su questi nuovi risultati dal follow-up più lungo. Il follow-up mediano, durato 19,6 anni ha visto 3374 casi di cancro al seno tra tutti i partecipanti. Tra i gruppi di intervento, vi è stato un rischio statisticamente significativo del 21% di morte per cancro al seno (carcinoma mammario seguito da decesso attribuito al carcinoma mammario) rispetto ai consueti partecipanti al controllo della dieta (hazard ratio [HR], 0,79; 95% intervallo di confidenza [CI], 0,64 - 0,97).

Inoltre, vi è stata una significativa riduzione del 15% dei decessi per tutte le cause dopo una diagnosi di cancro al seno nel gruppo di intervento (HR, 0,85, IC 95%, 0,74-0,96).

Possiamo raccogliere qui un po’ di conclusioni:

Nelle donne che hanno ricevuto una diagnosi di cancro al seno durante il periodo di intervento dietetico, quelli nel gruppo dietetico avevano aumentato la sopravvivenza globale.

L'aumento è dovuto, in parte, a una migliore sopravvivenza da diverse cause di morte.

Ma, per entrare nel dettaglio dello studio e comprendere meglio la composizione della dieta e la tipologia di grassi eliminati, è stato chiesto a Chlebowski da parte dei giornalisti quale tipo di riduzione di grassi fosse stata fatta durante il periodo di osservazione (carne rossa, latticini, o altro?).

È stato riferito che durante il periodo di intervento ci sia stata una combinazione di riduzione del latte e porzioni di carne più piccole, anche se ai partecipanti non era  stato consigliato espressamente di mangiare meno carne.

Va sottolineato che non è chiaro quale sia stata la componente importante in questo caso, così come avviene per tutti gli interventi sullo stile di vita, né quale tipo di grasso eliminato abbia influito sui risultati.

Link della fonte

https://www.medscape.com/viewarticle/913083?nlid=129836_5201&src=wnl_dne_190517_mscpedit&uac=144674SN&impID=1966726&faf=1

Fonte: American Society of Clinical Oncology (ASCO) 2019: Abstract 520

Abstract: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29800122


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