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01 Mar 2021

Aggiornamento su indicazioni per vaccino Covid-19 in gravidanza e allattamento

A livello internazionale, l’offerta vaccinale per le donne in gravidanza o allattamento viene sottoposta a valutazione individuale, partendo da una analisi del profilo medico singolo.

In Italia l’ISS ha preso in considerazione e condiviso documentazione che riporta evidenze scientifiche sul tema, e stila indicazioni ad interim.
Queste indicazioni sono pensate con l'intento di agevolare e sostenere i professionisti della sanità da una parte e le donne dall’altra, per prendere la corretta decisione in tempo di pandemia COVID-19

A fine gennaio è stato inoltre aggiunto un aggiornamento alla documentazione, che fa il punto sulla autorizzazione dell’EMA del vaccino AstraZeneca e sulle raccomandazioni ad interim per l’uso del vaccino Moderna.

Gli elementi importanti che vengono presi in considerazione, relativamente all’utilizzo del vaccino, sono il livello di sicurezza per le madri e neonati, i rischi potenziali della malattia in madre e conseguenze sul feto/neonato, la possibilità di rischio connesso a comorbidità e infine il livello di diffusione del virus negli ambienti di riferimento della madre, sia nell’ambito privato che  sul posto di lavoro.

 

Riportiamo qui le indicazioni ad interim assunte, considerando che non sono state incluse in trial di valutazione dei tre vaccini sopra riportati (Pfizer-Moderna-AstraZeneca) né donne in stato di gravidanza né in periodo di allattamento e quindi non disponendo di dati sicuri per queste persone: 

 

  • Al momento non esistono studi condotti che evidenziano meccanismi biologici che associno i vaccini a mRNA ad effetti avversi in gravidanza.
    Riguardo a questo punto, le evidenze di laboratorio su animali suggeriscono l’assenza di rischio da vaccinazione.

  • Le donne in gravidanza e allattamento non costituiscono un target prioritario dell’offerta di vaccinazione contro il COVID-19. Ad oggi essa non è raccomandata come procedura di routine per queste persone. 

  • L’osservazione dei dati ad oggi, derivati dalla prima ondata pandemica in Italia, ci dicono che le donne in gravidanza presentano un rischio basso di gravi esiti materni e perinatali e che le comorbidità pregresse (insieme alla cittadinanza non italiana) sono associate ad un rischio più alto di complicanze di livello grave da COVID-19.

  • Nel caso di alto rischio di complicazioni gravi da COVID19, le donne devono valutare con i medici e il personale sanitario il bilanciamento rischi/benefici e valutare su base personale. 

  • Subito dopo la vaccinazione, nel caso la donna scopra di essere incinta, non esiste evidenza in favore dell’interruzione della gravidanza. Nel caso scopra di essere incinta tra la prima e la seconda dose di vaccino, può rimandare la seconda dose dopo la conclusione della gravidanza, a meno che non si tratti di un soggetto ad alto rischio.

  • Per le donne che allattano, non esiste necessità di interruzione dello stesso, pur essendo regolarmente incluse nell’offerta vaccinale.  


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