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Screening Oncologici

Cervicocarcinoma: il tumore maligno del collo dell'utero

Il cancro del collo dell’utero è il secondo tumore femminile a livello mondiale dopo quello del seno, ma il peso della malattia è quasi tutto concentrato nei paesi più poveri: l’80% dei 500.000 casi/anno, secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).
La prevenzione è basata principalmente su programmi di screening come il Pap Test, che consentono di identificare le lesioni precancerose e di intervenire prima che evolvano in tumore.
 
Il test di Papanicolaou o Pap test è un esame citologico che indaga le alterazioni delle cellule del collo e della cervice dell'utero.
Il Pap test è un test di screening, la cui funzione principale è quella di individuare nella popolazione femminile donne a rischio di sviluppare un cancro del collo uterino. Inoltre il Pap test può dare  indicazioni sulla presenza di infezioni batteriche, virali o micotiche.
il Pap test si esegue  prelevando una piccola quantità di cellule del collo dell'utero. Le cellule vengono quindi colorate secondo il metodo di Papanicolau ed esaminate al microscopio .
 

HPV: l'infezione da papilloma virus

L’infezione  da  HPV (papilloma virus)  è la più comune delle infezioni a  trasmissione  sessuale  e  può avvenire  anche per semplice contatto nell’area genitale. Si stima che oltre il 75 % di donne sessualmente attive si infetti nel corso della vita con un virus  HPV, con  un picco  di prevalenza  nelle  giovani  donne  fino  a 25 anni di età.
L'HPV è il papilloma virus umano ed è un virus associato in modo causale al cancro della cervice ed è presente praticamente in tutti i tumori invasivi. Infatti, nonostante nella grande maggioranza dei casi scompaia spontaneamente, in una minoranza di casi l'infezione da HPV provoca delle lesioni a livello del collo dell’utero. La maggior parte delle lesioni guariscono spontaneamente ma alcune, se non curate, progrediscono lentamente verso forme tumorali. Ci vogliono però molti anni perché le lesioni si trasformino, e solo pochissime delle donne con infezione da papilloma virus sviluppano un tumore del collo dell’utero.
Si conoscono più di 100 genotipi di HPV e almeno 35 di questi infettano l’epitelio genitale. Esistono HPV a basso rischio, associati alla comparsa di condilomi acuminati, e HPV ad alto rischio ritenuti responsabili dello sviluppo di tumori. I genotipi  virali  ad  alto  rischio  più frequentemente  implicati  nel  carcinoma cervicale sono il 16, cui vengono attribuiti  il 60% di tutti i casi di questa  patologia neoplastica, seguito dal 18,   responsabile  di circa il 10% dei casi.
L’ 80 - 90% delle infezioni sono transitorie, asintomatiche e guariscono spontaneamente perchè il virus viene eliminato dal sistema immunitario prima di sviluppare un effetto patogeno. L'infezione è molto difficile da prevenire: infatti è un’infezione molto comune, soprattutto fra le persone giovani, e il preservativo non garantisce una prevenzione del 100%. Se persiste, può evolvere verso il carcinoma nel giro di 20-30 anni, in mancanza di diagnosi e trattamento. La probabilità di progressione delle lesioni è inoltre collegata  anche ad altri fattori, quali  l’elevato numero di partner sessuali, il fumo di sigaretta, l’uso a lungo termine  di  contraccettivi orali, e la co-infezione con altre malattie sessualmente  trasmesse.
Il Papilloma virus si prende per via sessuale, anche se non necessariamente in seguito ad un rapporto sessuale completo. Finché l’infezione non scompoare la persona ne rimane portatrice ed è in grado di trasmetterla. In alcuni casi l’infezione può essere trasmessa da una persona all’altra molti anni dopo che una delle due persone l’ha presa.
Non ci sono ancora medicine per curare questa infezione. In particolare, si è visto che non servono gli antibiotici, gli ovuli o le lavande vaginali. La cosa più importante però è identificare in tempo le alterazioni provocate dal virus, che sono quelle che si cercano con il Pap-test.

 

Il test HPV

Fare il test per l'HPV è come fare un Pap-test. Il materiale prelevato però non è letto al microscopio, come nel Pap-test, ma sottoposto a un esame di laboratorio per la ricerca del virus. Il test HPV trova più lesioni del collo dell’utero di quelle che trova il Pap-test e trova le lesioni più precocemente. E' bene tuttavia sottolineare che con il Pap-test, sebbene non consenta di rilevare il virus direttamente, è possibile vedere al microscopio proprio le alterazioni cellulari provocate dal virus HPV, ragion per cui il Pap-test rimane un esame molto utile, che è servito a diminuire tantissimo la mortalità per il tumore del collo dell’utero, e che è ancora usato come test di screening nella maggior parte dei programmi.
Nella maggior parte dei casi le lesioni più piccole vengono controllate nel tempo con il test HPV o con la colposcopia.

 

La vaccinazione contro il virus HPV

Nel 2008 è partita la campagna di vaccinazione gratuita per le ragazze nel 12° anno di vita (cioè che hanno compiuto 11 anni). In molte Regioni la vaccinazione ha coinvolto anche ragazze di altre fasce d’età. 
Dal 2007 è stato autorizzato in Italia l’uso di due vaccini: uno rivolto contro quattro tipi di virus HPV (vaccino quadrivalente): due di questi virus sono tra i responsabili del tumore del collo dell’utero, gli altri due sono responsabili dei condilomi genitali ; il secondo efficace solo contro due tipi di HPV che sono tra i responsabili del tumore del collo dell’utero (vaccino bivalente).
Il vaccino serve a prevenire le infezioni ma non a curarle. I vaccini si sono dimostrati molto efficaci (quasi al 100%) nei confronti delle lesioni provocate dai due tipi di papilloma virus contro cui sono diretti: il 16 e il 18.  Questi due tipi sono responsabili di poco più del 70% dei tumori del collo dell’utero.
Rimane una parte di tumori dovuta ad altri tipi contro cui questi vaccini non sono efficaci o possono avere al massimo una parziale efficacia.
 

Dettagli

Argomento:
Patologie
Data: 21 Dic, 2016
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