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Percorso IVG

L'Interruzione Volontaria della Gravidanza

La premessa fondamentale prima di affrontare questo tema è che  l'interruzione volontaria della gravidanza (IVG) non è un mezzo per il controllo delle nascite. 
Oggi in Italia qualsiasi donna può richiedere l'interruzione volontaria di gravidanza entro i primi 90 giorni di gestazione per motivi di salute, economici, sociali o familiari. Dal 1978 questo intervento è regolato dalla legge 194, "Norme per la tutela della maternità e sull'interruzione volontaria di gravidanza", che sancisce le modalità del ricorso all'aborto volontario. 
Può essere praticata dopo i primi 90 giorni quando la gravidanza o il parto comportino un grave pericolo per la vita della donna, oppure quando siano state accertate gravi anomalie del feto che potrebbero danneggiare la salute psicofisica della donna.
La richiesta di IVG è effettuata personalmente dalla donna. Nel caso di minorenni, è necessario l'assenso da parte di chi esercita la potestà o la tutela. Tuttavia se, entro i primi 90 giorni, chi esercita la potestà o la tutela è difficilmente consultabile o si rifiuta di dare l'assenso, è possibile ricorrere al giudice tutelare.

I dati definitivi sulle Interruzioni volontarie di gravidanza sono raccolti dal Sistema di sorveglianza epidemiologica delle Ivg, che vede impegnati l'Istituto superiore di sanità (Iss), il Ministero della Salute e l'Istat da una parte, Regioni e Province autonome dall’altra. I dati definitivi del 2010 e quelli preliminari del 2011 indicano una riduzione delle interruzioni volontarie di gravidanza del 5,6% rispetto all’anno precedente (rispettivamente 109.538 nel 2011 e 115.981 casi nel 2010). Inoltre il tasso di abortività (numero delle Ivg per 1000 donne in età feconda tra i 15 e i 49 anni) del 2011 è pari a 7,8 per 1000, con un decremento del 5,3% rispetto all'anno precedente.

In Italia, la legge 194/78, al di là delle visioni ideologiche o religiose personali, ha conseguito tre risultati importanti, che le vanno riconosciuti:

  1. ha ridotto il fenomeno di quasi il 50% rispetto al 1982, anno in cui si è registrato il più alto ricorso all’IVG;
  2. ha portato a livelli residuali l'IVG clandestina (non più di 20.000 unità;
  3. ha annullato la mortalità materna per IVG.

Per quanto riguarda il metodo, in Italia, l'aborto medico è considerata una tecnica appropriata fino a 7 settimane (49 giorni), non raccomandato per epoche superiori. La tecnica chirurgica è appropriata fino a 12 settimane, ma il Royal College of Obstetricians and Gynaecologists (RCOG) la sconsiglia prima di 7 settimane a causa della maggiore probabilità di complicanze (fallimento o perforazione dell'utero). La visita post-IVG deve avvenire entro 14- 21 giorni dall'intervento ed è utile per la valutazione clinica, particolarmente importante dopo aborto medico, e la sorveglianza della contraccezione. La contraccezione ormonale post-IVG può iniziare il giorno successivo all'intervento, mentre lo IUD (spirale al rame) può essere applicato subito dopo l'isterosuzione o durante la visita post-IVG.  

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Esperienza e Competenza
Data: 19 Gen, 2017
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